Associazione culturale no-profit, volta al sostegno e alla diffusione, nella sua totalità, dell'Arte: Pittura Teatro Poesia Musica Video
domenica 16 dicembre 2018
"A Christmas Carol" - Spettacolo teatrale
Il romanzo di Dickens racconta la storia di Ebenezer Scrooge, ricco e avaro finanziere, non spende nulla nemmeno per sé. Per lui il Natale è una perdita di tempo ed è talmente infastidito dalle festività che impone al suo contabile Bob Cratchitt, cui dà uno stipendio da fame, di presentarsi in anticipo al lavoro il giorno dopo Natale.Risponde male a tutti coloro che gli fanno gli auguri, incluso l’affettuoso nipote Fred, figlio della defunta sorella, che invano lo prega di pranzare con la sua famiglia. Tornato a casa, però, gli appare il fantasma di Marley, suo defunto socio in affari, imprigionato in una pesante catena che lui stesso, in vita, ha forgiato con la propria avidità. Marley, prima di svanire, gli annuncia la visita imminente di tre spiriti: uno che incarna i Natali passati, un altro quello presente, l’ultimo il Natale futuro.
È a Dickens che dobbiamo la celebrazione del Natale come festa della generosità, dell’amore reciproco e dell’altruismo. Certamente erano tradizioni già presenti nella genesi della festività del Natale, ovvero la celebrazione cristiana della Natività, ma è grazie a Canto di Natale che la festività è stata effettivamente consacrata come la festa dell’amore per il prossimo, della generosità reciproca, dello scambio di doni e auguri. A Dickens dobbiamo, insomma, l’invenzione dello spirito natalizio.
Venerdì, 21 dicembre presso il Teatro Don Bosco va in scena una delle opere più celebri dello scrittore inglese Charles Dickens,"A Christmas Carol", amatissima favola sull’importanza del Natale e sulla riscoperta dei sentimenti, scritta col desiderio di coinvolgere grandi e bambini, cercando di risvegliare sentimenti puri come l’amore e la tolleranza, il rispetto per gli altri e la capacità di apprezzare le piccole cose della vita. A CHRISTMAS CAROL per la regia di Marco Panfili – che ne firma traduzione e adattamento teatrale insieme a Oriana Scapeccia– ripercorre lo stile letterario di Dickens, un linguaggio immediatamente teatrale che mantiene sul suo pubblico una presa emotiva ininterrotta.
Venerdì, 21 dicembre presso il Teatro Don Bosco va in scena una delle opere più celebri dello scrittore inglese Charles Dickens,"A Christmas Carol", amatissima favola sull’importanza del Natale e sulla riscoperta dei sentimenti, scritta col desiderio di coinvolgere grandi e bambini, cercando di risvegliare sentimenti puri come l’amore e la tolleranza, il rispetto per gli altri e la capacità di apprezzare le piccole cose della vita. A CHRISTMAS CAROL per la regia di Marco Panfili – che ne firma traduzione e adattamento teatrale insieme a Oriana Scapeccia– ripercorre lo stile letterario di Dickens, un linguaggio immediatamente teatrale che mantiene sul suo pubblico una presa emotiva ininterrotta.
La Compagnia Arte e Dintorni, regista Marco Panfili (esperto teatrale I.S.I.S.S. CASIMIRI) dedica questo spettacolo alla raccolta fondi per il progetto "Argento Vivo" (assistenza ad anziani soli ed in difficoltà) della Misericordia di Gualdo Tadino.
Trailer
venerdì 9 novembre 2018
"L'altro" Alterità, prossimità, parità nella società moderna e contemporanea.
Organizzato un ciclo di conferenze e seminari, accreditato come corso di formazione gratuito per gl'insegnanti dal Ministero dell'Istruzione, ma rivolto anche agli studenti delle scuole secondarie di II grado ed aperto a tutta la cittadinanza.
Maggiori info su: FacebookQuesta la prima conferenza
A questo link la Playlist su YouTube degli altri incontri
domenica 15 luglio 2018
"Le città (in)visibili" - Spettacolo teatrale
Torna il fortunato format ideato dall’Associazione Culturale Arte & Dintorni “M.U.S.A.T. – Metti Una Sera a Teatro con...” e lo fa portando sulla scena un autore che sul palcoscenico non ti aspetti: Italo Calvino. Sì perché lo abbiamo tutti letto, studiato o comunque “incontrato” attraverso citazioni o stralci di testi postati persino qua e là sui social network.
Ma chi conosce la vena teatrale di questo scrittore?
Ebbene sì, in un primo momento Calvino guardava al teatro come sua massima ispirazione ed obiettivo, come testimonia uno scambio epistolare, risalente agli anni 1941-1943, con l’amico Eugenio Scalfari. Ma questa passione giovanile, questa sperimentazione che in effetti sembra calzare molto bene con la sua poetica e con la sua scrittura, non ebbe poi effettivamente seguito.
Si dedicò così principalmente alla narrativa, ma alla luce dei fatti e dei testi analizzati, ci sembra quasi di vederlo, riflessivo e sognante, mentre immagina già le scenografie ed i personaggi che si muovono sul palcoscenico.
Basta leggere i suoi romanzi per cogliere la profonda teatralità di certi personaggi ed avvenimenti, per questa semplice ragione quelli che andranno in scena questa sera non saranno soltanto i poco noti testi teatrali scritti da Calvino. Saranno ben sette le scene rappresentate, tra le quali vedremo comparire una vecchia conoscenza di noi tutti: Marcovaldo, dalla comicità ed ironia senza eguali. Attraverso scene fiabesche, surreali e allo stesso tempo ricche di significati, che avranno come filo conduttore “le città...(in)visibili”, ispirato al titolo del famoso romanzo del 1972, si percorrerà l’immaginario di un autore che ha segnato la storia della nostra letteratura in un modo assolutamente inedito e coinvolgente. Si salterà avanti e indietro nel tempo, attraversando i vari periodi in cui Calvino scrisse, sottolineando come sia sempre stato fedele a se stesso ed inconfondibile nella sua unicità, ma soprattutto come la sua fantasia non sia mai stata “inquinata” negli anni, mantenendo colori e vivacità inestinguibili.
Momenti esilaranti, a tratti assurdi, e momenti profondamente intensi e colmi di significati si alterneranno in una serata di grande divertimento, ma anche di riflessione sul concetto di “città”, sul vivere comune, sull’assurdità e sui paradossi. Dalle sabbiature improbabili di Marcovaldo, al naufragio di Valdemaro; dai dubbi esistenziali degli spalatori di terra, alla più assurda Baghdad mai immaginata; città celate tra nuvole e onde, città abbandonate, città nascoste. Un susseguirsi di scene visionarie che oscillano tra realtà paradossale e favola pura.
Una serata monografica e tematica portata in scena da un cast numerosissimo e variegato.
Ma chi conosce la vena teatrale di questo scrittore?
Ebbene sì, in un primo momento Calvino guardava al teatro come sua massima ispirazione ed obiettivo, come testimonia uno scambio epistolare, risalente agli anni 1941-1943, con l’amico Eugenio Scalfari. Ma questa passione giovanile, questa sperimentazione che in effetti sembra calzare molto bene con la sua poetica e con la sua scrittura, non ebbe poi effettivamente seguito.
Si dedicò così principalmente alla narrativa, ma alla luce dei fatti e dei testi analizzati, ci sembra quasi di vederlo, riflessivo e sognante, mentre immagina già le scenografie ed i personaggi che si muovono sul palcoscenico.
Basta leggere i suoi romanzi per cogliere la profonda teatralità di certi personaggi ed avvenimenti, per questa semplice ragione quelli che andranno in scena questa sera non saranno soltanto i poco noti testi teatrali scritti da Calvino. Saranno ben sette le scene rappresentate, tra le quali vedremo comparire una vecchia conoscenza di noi tutti: Marcovaldo, dalla comicità ed ironia senza eguali. Attraverso scene fiabesche, surreali e allo stesso tempo ricche di significati, che avranno come filo conduttore “le città...(in)visibili”, ispirato al titolo del famoso romanzo del 1972, si percorrerà l’immaginario di un autore che ha segnato la storia della nostra letteratura in un modo assolutamente inedito e coinvolgente. Si salterà avanti e indietro nel tempo, attraversando i vari periodi in cui Calvino scrisse, sottolineando come sia sempre stato fedele a se stesso ed inconfondibile nella sua unicità, ma soprattutto come la sua fantasia non sia mai stata “inquinata” negli anni, mantenendo colori e vivacità inestinguibili.
Momenti esilaranti, a tratti assurdi, e momenti profondamente intensi e colmi di significati si alterneranno in una serata di grande divertimento, ma anche di riflessione sul concetto di “città”, sul vivere comune, sull’assurdità e sui paradossi. Dalle sabbiature improbabili di Marcovaldo, al naufragio di Valdemaro; dai dubbi esistenziali degli spalatori di terra, alla più assurda Baghdad mai immaginata; città celate tra nuvole e onde, città abbandonate, città nascoste. Un susseguirsi di scene visionarie che oscillano tra realtà paradossale e favola pura.
Una serata monografica e tematica portata in scena da un cast numerosissimo e variegato.
Le scenografie saranno un vero spettacolo dinamico per gli occhi, grazie alla video-grafica di Giovanni Biscontini.
Regia Marco Panfili
Il 23 agosto 2018 al Teatro Talia di Gualdo Tadino
Il 16 novembre 2018 al Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino
Crociera sul Tevere e visita ad Ostia antica
Crociera sul Tevere e visita agli scavi della città di Ostia Antica
Clicca qui per alcune Foto della giornata
Corso di Fotografia Digitale
Arte & Dintorni organizza il settimo
Corso di Fotografia Digitale per tutti.
Il corso si terrà presso la ns. sede in Viale don Bosco, 68 a Gualdo Tadino.
L'iscrizione al corso potrà essere fatta il 19 Aprile.
Corso di Fotografia Digitale per tutti.
Il corso si terrà presso la ns. sede in Viale don Bosco, 68 a Gualdo Tadino.
L'iscrizione al corso potrà essere fatta il 19 Aprile.
martedì 5 giugno 2018
"Follie Umane" - Spettacolo Teatrale
In concomitanza con la fine dell'anno scolastico, l'istituto d'istruzione R. Casimiri, patrocinata dal Comune di Gualdo Tadino ed il Lions Club Gualdo Tadino-Nocera Umbra presenterà martedì 5 giugno alle ore 20:45 al teatro Don Bosco di Gualdo Tadino, i frutti dei vari laboratori artistici che si svolgono all'interno dell'istituto. Il laboratorio Teatrale, “Creativamente Liberi” di cui è referente la Prof.ssa Oriana Scapeccia, è tenuto dall'esperto teatrale Marco Panfili; sarà presentato lo spettacolo “Follie umane”; Il lavoro prende spunto da considerazioni sul centenario della fine della I guerra mondiale, quindi il tema portante sarà proprio la guerra e la follia dell'uomo. Come ha detto Papa Francesco al Sacrario Militare di Redipuglia: "Trovandomi qui, in questo luogo, trovo da dire soltanto: la guerra è una follia". Così come la guerra attraversa trasversalmente i secoli, anche i testi scelti toccheranno diverse epoche, passando da Cervantes, a Flaiano, Brecht, alle poesie giapponesi di “Hibakusha” i sopravvissuti alla bomba atomica, le lettere inviate dalle trincee, oltre che a musiche inerenti al tema, fino all'appello finale. Il laboratorio musicale, del quale è referente il Prof. Stefano Cannelli, è tenuto dal M° Michele Fumanti, che dirigerà l'esibizione del Coro “Gabriele Luzi”. Quest'anno, è stato realizzato anche un contest fotografico, dal titolo “Gualdo e il suo territorio; scatti da sogno e scatti da incubo”; che ha coinvolto numerosi alunni dell'Istituto, promosso in collaborazione con il Lions Club di Gualdo Tadino e Nocera Umbra e l' associazione culturale Arte & Dintorni; Interverrà nella serata per la premiazione il Presidente della sezione locale Lions il Sig. Gianni Padoin. Vi aspettiamo quindi, martedì 5 giugno alle 20:45 al Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino. Presenta la serata Federico Giovagnoli. Vi aspettiamo, Ingresso libero.
Qui il Trailer
Qui il link allo spettacolo
mercoledì 23 maggio 2018
Presentazione Romanzo "Musica Proibita" di Marco Jacoviello
L'UniGualdo, in collaborazione con Arte & Dintorni, Ass.ne Capezza,
Ass.ne Educare alla Vita Buona è lieta di invitarvi alla presentazione del libro "Musica proibita" del Prof. Marco Jacoviello.
mercoledì 23 maggio alle ore 17:30 presso la Sala della Città della Rocca Flea.
Voce recitante: Marco Panfili, Musica: Maestri Mauro Businelli e Alessandro Zucchetti.
mercoledì 9 maggio 2018
"La tragedia Aldo Moro" - Spettacolo Teatrale
In Occasione del quarantennale del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro, il 9 maggio alle ore 21.15 presso il teatro Salesiani si svolgerà lo spettacolo “La tragedia Aldo Moro”, curato da “Arte e dintorni”, con la partecipazione e il supporto, fra gli altri, del Comune di Gualdo Tadino, dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “R. Casimiri”, dell’associazione “Educare alla vita buona” e del Rotary Club di Gualdo Tadino. “Arte e dintorni”, con l’apporto dell’ensemble acustico gualdese “The Time Machine”, che eseguirà alcuni brani celebri del 1978, ha allestito una pièce, che narra la vicenda di Aldo Moro.
"Una mattina di 40 anni fa il più grave attacco alla Repubblica"
Sono passati quarant'anni dal rapimento del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro da parte di un commando delle Brigate Rosse, che uccise i cinque componenti della scorta: Domenico Ricci, che guidava la Fiat 130 dell'onorevole Moro, il maresciallo Oreste Leonardi, il capo scorta, e gli agenti di polizia Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino. Noi vogliomo ricordare con voi uomini morti facendo il proprio lavoro. Eroi da non dimenticare, vissuti in anni di piombo.
Vi aspettiamo, MERCOLEDI' 9 MAGGIO ORE 21.00, Teatro Don Bosco
Ingresso libero — con Marco Panfili, Miriana Teodori, Silvia Natalini, Pris Benedetti, Giacomo Rossi, Danny Conturso, Marco Bisciaio, Giovanni Biscontini, Francesca Lazzari, Emanuele Biscontini, Fabio Lai, Serena Ambrose Micheli eThe Time Machine a Gualdo Tadino.
I rapitori di Moro, dopo aver annunciato ufficialmente la fine del processo e l'imminente esecuzione dell'imputato, si aggrappano alla consolazione di una presunta vittoria sullo Stato Imperialista, che non sarebbe riuscito ad individuare il carcere del Presidente Dc in quasi due mesi di sequestro. La postilla che segue la firma in calce al messaggio dichiara la volontà di diramare gli atti del processo del "Tribunale del popolo" ad un fantomatico "Movimento rivoluzionario". L'intenzione non avrà naturalmente alcun seguito.
Quello che accadrà quattro giorni dopo sarà proprio l'esecuzione di Aldo Moro. Era il 9 maggio 1978. Per l'Italia la morte del Presidente Dc significherà la fine di un percorso che cambierà la storia della vita politica nazionale: la morte, contemporanea a quella del suo massimo esponente, dell'idea di "compromesso storico" tra la Dc e il Pci.
venerdì 23 marzo 2018
"Festa del Teatro" al Teatro Comunale L. Ronconi di Gubbio
Festa del Teatro 2018
Metti una sera a Teatroore 21.00
ingresso gratuito
Noi dell'associazione culturale Arte & Dintorni siamo lieti di partecipare alla festa del teatro; lo faremo proponendo tre prove d'attore tratte dal nostro repertorio.
Immaginate di trovarvi in un bar, seduti ad un tavolo al di là del tempo e dello spazio dove si intrecciano vicende particolari, simpatiche, antiche sostenute dalla follia che come si sa è parte integrante del teatro ma anche della nostra stessa vita!
sabato 13 gennaio 2018
venerdì 12 gennaio 2018
M.U.S.A.T. con Luigi Pirandello... al Teatro Comunale L. Ronconi di Gubbio e a Perugia al Teatro F. Bicini

In occasione del 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello, l’Associazione Culturale “Arte & Dintorni” ha scelto di rendere omaggio al grande artista, mettendo in scena due spettacoli: “L’uomo dal fiore in bocca”, uno dei lavori più conosciuti, e “Sogno, ma forse no”, uno dei meno rappresentati. Sarà proprio la dimensione onirica a caratterizzare questo intreccio di situazioni e personaggi, dove l’assurdo e il quotidiano si mescoleranno fino a confondersi.
Verranno ad incontrarsi due grandi autori del Novecento, apparentemente distanti fra loro, eppure collegati dal fil rouge dell’incomunicabilità. Infatti Samuel Beckett, con le sue suggestioni irrazionali e disturbanti, fungerà da traghettatore in questo viaggio attraverso la perdita di comunicazione, tanto attuale in questo momento storico, da assumere la forma del paradosso.
Tutto ha inizio in un contesto banale, una stazione qualsiasi, in un giorno qualsiasi. Proprio qui fa il suo ingresso la prima protagonista: l’incomunicabilità.
In questo stato di indeterminazione esistenziale Beckett offre le stesse conclusioni suggerite da Pirandello: l’incomunicabilità di un contenuto al di là della forma. Una sedia a dondolo che scandisce il flusso straniante di tempo, persone smarrite tra parole vuote scritte in chat, nascoste dietro schermi di smartphone; persone che si scambiano convenevoli per strada con lo stesso vuoto di senso con cui Vladimiro ed Estragone passano il tempo al bar scambiandosi un cappello, in attesa di qualcosa che non accadrà mai, parole che si privano di signifcato, come quelle di una bocca disturbante che vomita frasi senza comunicare alcunché, lasciando lo spettatore solo con le sue sensazioni, a disagio, senza una bussola che indichi un’inesistente interpretazione corretta.
L'uomo dal fiore in bocca
Un colloquio fra un uomo che si sa condannato a morire fra breve, e che, per questo, medita il mistero del nostro essere con urgenza appassionata, tormentosa e un uomo come tanti che vive
la sua monotona esistenza quotidiana, ignaro del baratro che continuamente la insidia.
Il discorso dell'uomo dal fiore in bocca è tutto fondato su un paradosso sofferto e angoscioso. Egli ha compreso l'assoluta vanità della vita quotidiana borghese, la sua falsità, la sua inconsistenza; E tuttavia sente che, fuori della relatività di queste forme sociali c'è soltanto il vuoto, il nulla, o forse una realtà più vera e più grande, che però ci schiaccia e ci respinge. Di qui il suo protendersi verso la vita di tutti, nell'angoscia insopportabile della sua condanna e della sua solitudine.
Sogno, ma forse no
Una giovane signora è desiderosa di un costoso collier di perle. Il compagno, pur di acquistarlo mette in atto espedienti poco dignitosi, ma un ex amante di lei lo compra e glielo regala per primo facendoglielo recapitare a casa.
Questo piccolo pretesto è più che sufficiente per scatenare un rifesso di sensi di colpa e di presunte verità che si insidiano in tutte le coppie e sulle quali si architetta un carillon in cui si annidia l'incomunicabilità e la costruzione della rappresentazione di se che si vuole dare, che è il territorio di falsità costruite sulle quale ci si incontra.
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