Manzoni e Verdi si frequentano a Milano, capitale italiana della Mitteleuropa. Nasce un’amicizia rispettosa, per Verdi quasi devozionale. Manzoni è alla Scala per ogni messinscena verdiana. Verdi, da parte sua, ha una copia del romanzo manzoniano sempre a portata di mano, lo legge come una salmodia quotidiana. La stima è reciproca, incondizionata. Quando una sventurata caduta all’uscita dalla chiesa di san Fedele a Milano porterà all’agonia e al decesso di Manzoni, Verdi rimane sconvolto. Quel nulla tante volte invocato all’opera come disegno di un ineluttabile destino, si è fatalmente accanito verso quel “sant’uomo” dal volto scavato da un’aura di eternità. In suo onore, e nel ricordo indelebile della sacralità di tal genio, nel 1873 Verdi scrive Messa da requiem, il suo capolavoro assoluto.
L’appuntamento a Caprara per la lettura manzoniana concertata con i brani di La traviata di Verdi è anche un’occasione per riconoscere, stimare e commuoversi tramite la prosa poetica di Manzoni e la melodia di Verdi. Per l’edizione 2026, venerdi 24 luglio alle ore 21 sulla piazza antistante l’antica chiesa di san Cristoforo, il team “Arte e Dintorni” con Marco Panfili e Miriana Teodori curano l’allestimento scenico e la lettura drammatizzata delle pagine manzoniane. Accanto a loro si esibisce al pianoforte il prof. Stefano Ragni, emerito di Storia della musica all’Università per stranieri di Perugia.