domenica 26 luglio 2015

Spettacolo teatrale



Lo spettacolo fnale del laboratorio teatrale “Creativamente Liberi” dell'Istituto d'istruzione R. Casimiri condotto da Marco Panfli e Chiara Acaccia, è giunto ormai al sesto anno consecutivo di conduzione.
Nei laboratori si sono messi in scena testi di Richard Bach, Il gabbiano Jonathan Livingston, Ubu Roi di A. Jarry, La tana di Kafka, il mito di Teseo e il Minotauro e molti altri; spaziando quindi da autori classici di teatro ma anche a testi di flosofa. Quest'anno si è scelto di afrontare un classico della letteratura teatrale, William Shakespeare. L'approccio è stato quello del
gioco, come dice anche il titolo “Giocando con Shakespeare”. Recitare in inglese to play, in francese jouer, in tedesco spielen; giocare atto necessario per alimentare curiosità, positività, esplorazione che porta alla conoscenza-coscienza di se stessi ma anche degli altri, atto fondamentale per la sopravvivenza nella sociatà altrimenti destinata al buio.
Infatti riteniamo che difronte ad una società che non si preoccupa più di farsi carico delle reali e strutturali criticità dell’essere umano – l’uomo da fne è divenuto un mezzo – un'aiuto per tentare di non far omologare gli individui alla infnità di facili ed efmeri godimenti loro proposti, può e deve essere l'opportunità che devono avere I ragazzi nelle scuole di ogni ordine e grado; un’oferta educativa capace di favorire lo sviluppo di adeguati “anticorpi” psichici. A questo scopo un laboratorio teatrale è un momento di crescita per stimolare la creatività corporea in stretto contatto con la parola, crea la giusta atmosfera a far si che i partecipanti possano avvicinarsi alla conoscenza delle loro potenzialità espressive molto spesso nascoste o non ancora conosciute.
Inoltre nell’esperienza laboratoriale di gruppo si soddisfano i propri bisogni emotivi e si inizia ad occuparci delle emozioni e dei bisogni degli altri, ci si allena all’incontro, al confronto, all’apertura ed all’ascolto, ma aiuta anche a combattere le proprie paure ed insicurezze create dalla nostra società;
E' da questi presupposti che nasce lo spettacolo “Giocando con Shakespeare”; ci siamo immaginati il grande drammaturgo immerso in una società difcile e quasi indiferente ai probremi del singolo. Abbiamo cercato nei vari testi, commedie e tragedie, alcuni momenti che rappresentassero possibili paure o fobie, cattiverie e ci siamo immaginati di portare l'autore in una seduta di psicanalisi, visualizzando sul palcoscenico le sue paure ed angoscie. 

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