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M.U.S.A.T. con Luigi Pirandello... al Teatro Comunale L. Ronconi di Gubbio e a Perugia al Teatro F. Bicini



























In occasione del 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello, l’Associazione Culturale “Arte & Dintorni” ha scelto di rendere omaggio al grande artista, mettendo in scena due spettacoli: “L’uomo dal fiore in bocca”, uno dei lavori più conosciuti, e “Sogno, ma forse no”, uno dei meno rappresentati. Sarà proprio la dimensione onirica a caratterizzare questo intreccio di situazioni e personaggi, dove l’assurdo e il quotidiano si mescoleranno fino a confondersi.
Verranno ad incontrarsi due grandi autori del Novecento, apparentemente distanti fra loro, eppure collegati dal fil rouge dell’incomunicabilità. Infatti Samuel Beckett, con le sue suggestioni irrazionali e disturbanti, fungerà da traghettatore in questo viaggio attraverso la perdita di comunicazione, tanto attuale in questo momento storico, da assumere la forma del paradosso.
Tutto ha inizio in un contesto banale, una stazione qualsiasi, in un giorno qualsiasi. Proprio qui fa il suo ingresso la prima protagonista: l’incomunicabilità.
In questo stato di indeterminazione esistenziale 
Beckett offre le stesse conclusioni suggerite da Pirandello: l’incomunicabilità di un contenuto al di là della forma. Una sedia a dondolo che scandisce il flusso straniante di tempo, persone smarrite tra parole vuote scritte in chat, nascoste dietro schermi di smartphone; persone che si scambiano convenevoli per strada con lo stesso vuoto di senso con cui Vladimiro ed Estragone passano il tempo al bar scambiandosi un cappello, in attesa di qualcosa che non accadrà mai, parole che si privano di signifcato, come quelle di una bocca disturbante che vomita frasi senza comunicare alcunché, lasciando lo spettatore solo con le sue sensazioni, a disagio, senza una bussola che indichi un’inesistente interpretazione corretta.

L'uomo dal fiore in bocca
Un colloquio fra un uomo che si sa condannato a morire fra breve, e che, per questo, medita il mistero del nostro essere con urgenza appassionata, tormentosa e un uomo come tanti che vive
la sua monotona esistenza quotidiana, ignaro del baratro che continuamente la insidia.
Il discorso dell'uomo dal fiore in bocca è tutto fondato su un paradosso sofferto e angoscioso. Egli ha compreso l'assoluta vanità della vita quotidiana borghese, la sua falsità, la sua inconsistenza; E tuttavia sente che, fuori della relatività di queste forme sociali c'è soltanto il vuoto, il nulla, o forse una realtà più vera e più grande, che però ci schiaccia e ci respinge. Di qui il suo protendersi verso la vita di tutti, nell'angoscia insopportabile della sua condanna e della sua solitudine.


Sogno, ma forse no

Una giovane signora è desiderosa di un costoso collier di perle. Il compagno, pur di acquistarlo mette in atto espedienti poco dignitosi, ma un ex amante di lei lo compra e glielo regala per primo facendoglielo recapitare a casa.
Questo piccolo pretesto è più che sufficiente per scatenare un rifesso di sensi di colpa e di presunte verità che si insidiano in tutte le coppie e sulle quali si architetta un carillon in cui si annidia l'incomunicabilità e la costruzione della rappresentazione di se che si vuole dare, che è il territorio di falsità costruite sulle quale ci si incontra. 



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