giovedì 28 aprile 2011

Ubu Re

Ciò che è inanimato prende vita… E il gioco comincia!

Un gioco di scambi, uno scambio di ruoli…

Si inscena una storia di infamie, tradimenti e bassezze. Si inscena la meschinità umana più estrema. Eppure più autentica e grottescamente vicina alla realtà che persiste dal lontano passato fino ai nostri giorni.

Proprio dal lato meno nobile dell’animo umano nasce il personaggio di Padre Ubu, partorito nella sua forma definitiva da Alfred Jarry nel 1896. L’opera narra della brama di potere alimentata in Padre Ubu da Madre Ubu, la quale lo convince ad uccidere il re della Polonia Venceslao e tutta la sua corte per potersi impossessare della corona.

Apparentemente sembrerebbe trattarsi della più classica delle storie di tradimento e potere… Ed è proprio questo che è! Ma il linguaggio… Il linguaggio rivoluzionò tutto! Jarry ed il suo antieroe abbatterono il buon costume dell’epoca, ignorarono la “sensibilità” del pubblico, la pudicizia, il gusto già “collaudato” e spiazzarono la platea con l’immediatezza di dialoghi e parole estremamente vicini alla quotidianità.

Allo stesso tempo la vicinanza estrema al “popolo” veniva a sua volta stravolta dal surrealismo del testo, considerato punto di partenza per tutto il teatro contemporaneo, e accentuato grazie alla regia ed alle scenografie di Marco Panfili e Chiara Acaccia.

Il teatro dell’assurdo disegna i suoi contorni attraverso le parole di Jarry, le bambole umane che le mettono in scena, le immagini e suggestioni della scenografia, proiettando lo spettatore all’interno di un’ordinata confusione in cui Ubu Re si impossessa col suo spirito di ogni attore...

E declina se stesso in tutte le forme umane.

Perché in ogni forma umana esiste nell’ombra un piccolo...Ubu Re…

Lara Simonaitis - Staff Arte&Dintorni

giovedì 14 aprile 2011

Spettacolo Teatrale CLOWN CELESTE


L'Associazione culturale Arte & Dintorni in collaborazione con la Biblioteca Sperelliana, l'Università LUMSA patrocinio del Comune di Gubbio presenta "Clown Celeste" spettacolo teatrale di e con Emmanuel Lavallée, attore, pedagogo teatrale e pittore francese. (www.emmanuelgallot.com)Venerdi 15 aprile ore 21.00 presso il refettorio del Complesso monumentale S. Pietro, Gubbio < Questo spettacolo si presenta come una conferenza comica sul personaggio del clown e più precisamente sulla sua anima… parlando del clown alludiamo a ciò che lo caratterizza: il senso di debolezza, di fragilità umana, Lo spettacolo alterna la rappresentazione di diverse storielle legate tra di loro da un filo sottile (spirituale spesso), la ricerca della presenza umana. Il lazzo comico è leggero come il silenzio, il gesto che lo porta si fa vento, l'attore abbozza un movimento, il gioco si apre come la vela spinta dalla mano invisibile del pubblico: fare il clown ovvero essere goffo, ridicolo svelare quindi la natura umana nella sua più estrema semplicità. Sentiamo il richiamo del mistico maestro Eckhart (" vivere significa vivere come un pover uomo"), nonché alla figura di San Francesco. Le voci dei maestri zen, del "cantico dei cantici", alcuni detti del Tao si accavallano e disegnano una visione sensibile dell'uomo, in comunione con la natura.
Cogito ergo sum diceva Cartesio, il clown scavalca questa frontiera e attraversa la frontiera tra il sapere e il non sapere.
Nella fragranza dell'azzurro mattino esso ha girato la chiave d'oro: non cogito, sum ridens perso nell'infinito dell'essere
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Per una serata fuori dall'ordinario, l'incontro con un personaggio ricco di emozioni, di cultura Zen, di saggezza trasmessa con leggerezza, per farsi stupire, per godere della bellezza della vita e per vedere ciò che non vediamo più! Per tutti coloro che amano l'arte, per tutti coloro che ancora non l'hanno incontrata, per gli attori, gli spettatori...per tutti quelli che non hanno ancora incontrato un clown zen che non si dipinge ma che colora l'animo umano!
Vi aspettiamo INGRESSO LIBERO. Non mancate